Tim, Cdp continua a salire: ora è all'8,7%. Dai sindaci assist a Vivendi

MILANO – La voce pubblica dentro Tim continua a farsi sempre più forte. Da un filing inviato alla Sec, la Consob statunitense, s legge che Cassa depositi e prestiti è salita ancora nel capitale dell’ex monopolista telefonico e ora ha raggiunto l’8,7%. L’ultimo aggiornamento, una settimana fa, Un cammino però nel solco di quanto indicato dal board di Cdp. Lo scorso 14 febbraio il consiglio di amministrazione aveva dato il via libera ad incrementare la sua quota in Tim fino al 10%.

Intanto inizia il conto alla rovescia che porta all’assemblea, una nuova sfida sulla governance tra i due soci forti, Vivendi primo azionista con quasi il 24% e Paul Singer, attraverso Elliott, con il 9,55% ma forte del sostegno dei grandi fondi come il Canada Pension Plan Investment Board (3,13%) e, nella precedente assemblea, anche della stessa Cassa Depositi e Prestiti.

L’assemblea decisivaSettimana prossima i soci, oltre a votare il bilancio e il dividendo solo alle azioni di risparmio, sono chiamati ad approvare la relazione sulla remunerazione, a conferire l’incarico di revisore fino al 2027 ma la discussione si accenderà sul sesto punto all’ordine del giorno, la revoca – chiesta da Vivendi – di cinque amministratori: il presidente Fulvio Conti, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Dante Roscini e Paola Giannotti De Ponti per sostituirli con Franco Bernabè, Rob van der Valk, Flavia Mazzarella, Gabriele Galateri di Genola e Francesco Vatalaro. I francesi avrebbero voluto arrivare al redde rationem già un mese fa ma il cda, e il collegio sindacale ha confermato la corretta valutazione fatta, ha deciso di convocare una sola assemblea, facendola coincidere con quella sul bilancio.L’assist dei sindaci a VivendiAd alimentare le frizioni tra due soci è arrivata anche la relazione dei sindaci, che hanno dettagliato l’istruttoria condotta dopo le denunce di Vivendi e l’esposto del consigliere di amministrazione Arnaud de Puyfontaine su diversi argomenti legati alla Governance. Nel documento si evidenzia che il presidente di Tim Fulvio Conti non avrebbe fornito le stesse informazioni a tutti i consiglieri nel medesimo momento. Alcune informazioni, sempre secondo i sindaci, sarebbero state fornite solo ad alcuni consiglieri, in particolare a quelli eletti nella lista presentata da Elliot. Questa sarebbe l’unica irregolarità dopo le denunce e gli esposti di Vivendi. Nessun dubbio, invece, sulla necessità di un nuovo impairment test nè sulla correttezza delle procedure che hanno portato alla revoca delle deleghe di Amos Genish e alla nomina di Luigi Gubitosi come a.d.

Tra i documenti preparatori all’assemblea, è stata pubblicata anche la Relazione sulla governance e quella sulla remunerazione. Il cda di Tim “deve lavorare per costruire un clima interno più costruttivo ed aperto” e per questo è attribuito al presidente un ruolo “fondamentale”. E’ uno degli spunti di riflessione che emergono dalla Relazione sul Governo societario pubblicata in vista dell’assemblea del 29 marzo. I miglioramenti suggeriti nella relazione “possono essere ricondotti ad un fisiologico assestamento e rodaggio del Consiglio nel primo anno di mandato, anche a causa delle complessità che l’Azienda ha vissuto negli ultimi mesi”.

Sul fronte dei compensi il cda dell’ultimo anno è più ‘magro’, complessivamente è costato 3 milioni di euro nel 2018, contro i 4 milioni assegnati nel 2017 (-27%). Emerge dalla Relazione sulla remunerazione pubblicata in vista dell’assemblea del 29 marzo. Nel dettaglio il presidente Fulvio Conti, per il suo mandato dal 7 maggio, ha percepito 392 mila euro mentre l’ad Luigi Gubitosi, in carica dal 18 novembre, 168 mila euro.


Fonte: http://www.repubblica.it/economia

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