Tav, la Francia a Telt ora pubblichi i bandi per gli appalti da 2,3 miliardi 

Il Consiglio di amministrazione di Telt, la società incaricata di realizzare la nuova linea ferroviaria della Torino-Lione, resta convocato per lunedì e in quella sede i rappresentanti francesi chiederanno di lanciare gli appalti da 2,3 miliardi per l’avvio dei cantieri del tunnel di base. Questa mattina, infatti, un comunicato del ministero dei Trasporti del governo di Parigi rispondendo alle dichiarazioni del governo italiano che punta a rivedere il progetto della Tav, di dice disponibile ad un confronto tra gli Stati ma ad una condizione: «Durante questa fase di discussione la Francia è favorevole al lancio delle gare in occasione del prossimo Cda di Telt». Secondo Parigi, infatti, «questa soluzione permetterà di rispettare i tempi di riflessione dell’Italia e di preservare i finanziamenti europei».

Louis Besson, presidente della Commissione intergovernativa italo-francese, intervistato dalla trasmissione Rai Radio 1 spiega come sia possibile realizzare queso doppio obiettivo: «I bandi sono delle domande, degli appelli a delle candidature che poi vengono chiusi 15, 18 mesi dopo. Quindi c’è tutto il tempo per degli scambi che si volessero approfondire tra Francia, Italia ed Unione europea». La riflessione di Besson è legata alla regole del diritto privato francese che prevedono la possibilità di stoppare l’iter di assegnazione senza oneri per la stazione appaltante. Tesi per altro che viene esplicitamente rilanciata in Italia dal sottosegretario leghista ai Trasporti, Armando Siri: «Nei bandi fatti da TELT si può inserire una clausola di dissolvenza nel caso in cui non ci fosse una condivisione sull’opera tra Italia, Francia e Ue, per renderli poi inattuabili». Siri, intervistato da radio Capital, poi precisa: «L’intesa presuppone il fatto che bisogna comunque non interrompere in questa fase l’emanazione dei bandi. Anche perché non si capisce come si potrebbero interrompere. Il tema è che se dici di no, perdi tutto: i 300 milioni adesso, poi altri 600 e devi restituirne 500 già spesi, mi sembrerebbe folle. Invece andando avanti si può ricontrattare l’opera integralmente come prevede la mozione di maggioranza».

Si vedrà. Quel che è certo è che il ministero dei Trasporti del governo di Parigi ribadisce come la Francia resti «convinta della pertinenza del progetto» e riaffermi la sua volontà di rispettare gli impegni presi per la sua realizzazione: «La realizzazione del tunnel di base e dei sui accessi francesi è stata inserita nella programmazione degli investimenti previsti nel progetto di legge d’orientamento della mobilità attualmente in esame al Senato».


Fonte: http://www.lastampa.it/economia

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