Anderson in finale in 6h36' Isner cede 26-24 al 5° set!

Non esulta neppure per rispetto verso l’avversario, Kevin Anderson, quando dopo 6 ore e 36 minuti trasforma il match point nella sfida infinita con John Isner che vale la finale di Wimbledon: il sudafricano supera l’americano per 7-6 6-7 6-7 6-4 26-24 in 6 ore e 36 minuti e ora attende in finale il vincente tra Rafael Nadal e Novak Djokovic. E’ stata, per durata, la più lunga semifinale di sempre a Wimbledon; stracciato il vecchio record di Djokovic-Del Potro che nel 2013 rimasero in campo per 4 ore e 44 minuti (7-5 4-6 7-6 6-7 6-3 per il serbo). E in assoluto è stata la seconda partita più lunga di sempre nella storia di Wimbledon dopo le 11 ore e 5 minuti della leggendaria sfida Isner-Mahut del 2010. Anche considerando prima dell’introduzione del tie break (avvenuta a Wimbledon nel 1971 sull’8-8 e solo dal 1979 sul 6-6), quella odierna rimane per numero di game (99) la terza partita più lunga della storia dei Championships: al primo posto sempre Isner-Mahut del 2010 con 183 game e al secondo Gonzales-Pasarell del 1969 con 112 game. Solo in Coppa Davis nel 2015, Leonardo Mayer e Joao Souza rimasero in campo per più tempo: 6 ore e 43 minuti.

primo set — Anderson comincia con un doppio fallo di un metro, subito compensato dal primo ace del match; il sudafricano fa già il pugnetto quando chiude un comodo dritto per il 30-15 e tiene il game con la risposta lunga di Isner. Anche l’americano perde il primo punto al servizio (passante di dritto di Anderson) per poi tenere a 15 con un ace, un serve and volley e una prima vincente. Il primo scambio che supera i 4 colpi è il quarto punto del terzo game (rovescio in rete di Anderson); Isner ne vince un altro di 10 scambi e si va per la prima volta ai vantaggi e poi alla palla break. Anderson ne salva tre e chiude alla sesta occasione un game di 22 punti. Non succede più nulla per 6 game; sul 4-5 Isner va sotto 15-30 nel tentativo di tenere il centesimo game di battuta di fila del torneo. Con una prima a uscire risale a 30 pari, ma commette doppio fallo e offre un set point al sudafricano. Con una seconda al corpo scagliata a 129 miglia all’ora Isner si salva e poi con un ace e una prima vincente tiene il game di battuta numero 100. All’inevitabile tie break il primo mini break è per Isner che va a segno con una sventagliata di dritto per il 3-1. Ma Anderson lo recupera con un passante di dritto di qualità e passa avanti 5-4. Isner tiene due facili servizi ed è lui a issarsi a set point sul 6-5. Con il dritto anomalo Anderson preme sul rovescio di Isner e annulla il set point con uno smash. Sul 7-6 è Anderson ad aver sulla racchetta il secondo set point. Isner non mette la prima, scambio da 12 colpi e il 13esimo di Isner è un dritto che finisce in rete. Dopo 63 minuti Isner è avanti un set.

secondo set — Tutto è sempre ancorato ai turni di battuta; sul 2-2 Inser si salva ai vantaggi e sul 4-4 concede una preziosa palla break che annulla andandosi a prendere il punto a rete per il 5-4. Anche il turno di battuta numero 106 è salvo (109 considerando i 3 tenuti nel 2017). Il record di 118 di Pete Sampras si avvicina sempre di più. Con l’ace numero 179 nel torneo Isner sale sul 5-4, ma fa sempre fatica a tenere la battura, forse intimidito dall’enorme posta in palio. Ma al tie break Isner si fa più spavaldo e aggressivo. Due mini break consecutivi (errore di Anderson e dritto vincente) e l’americano va avanti 3-0. Poi smash per il 4-0 e servizio a uscire per il 5-0. Anderson accorcia sul 2-5 e poi recupera uno dei due minibreak prendendo in contropiede Isner con un rovescio lungolinea. Isner ritrova la prima e si arrampica al triplo set point. Il primo lo annulla Anderson con un ace, il secondo con una prima a uscire che l’americano non rimette in campo. Ma sul terzo Isner piazza l’ace chiudendo per 7 punti a 5. Dopo un’ora e 58 minuti il match è in perfetta parità (19 a 16 gli ace per Isner, 86 a 82 i punti complessivi per Anderson).

terzo set — Più passa il tempo e più che si scambia di meno. Sul 4-3 Anderson, Isner va sotto 15-30 e poi mette in corridorio, concedendo due palle break ad Anderson. La risposta vincente del sudafricano pone fine alla serie d’oro di Isner che si ferma dopo aver tenuto 113 turni di battuta consecutivi (3 nel 2017 e 110 in questo torneo). Ma Anderson, che serve per chiudere il set, non conferma il vantaggio e Isner opera il controbreak per il 4-5. Ed è ancora il tie break a decidere il set. Anderson stecca con il dritto e concede il mini break, che però si riprende mettendo a segno una risposta di dritto che lascia impietrito Isner. I due girano campo sul 3 pari e poi Anderson va a segno con un passante di rovescio per il 4-3 e due servizi a disposizione. Isner riprende il mini break con un passante lungolinea di dritto, poi due serve and volley salire 6-5. Prima di Anderson e si gira nuovamente sul 6 pari. Anderson sbaglia con il dritto e Isner può giocare sul servizio la palla per salire 2 set a 1, ma Anderson lo passa a rete per il 7 pari. Ancora un passante del sudafricano e ore è Anderson a giocarsi sul servizio il set point sull’8-7. Ma commette doppio fallo. Sul 9-8 (servizio Isner), secondo set point per Anderson che Isner annulla con un servizio vincente. Ancora cambio campo sul 9 pari e ancora servizio vincente di Iser che sale 10-9 a giocarsi il terzo set point. Isner prende la riga di fondo e Anderson mette fuori il dritto. Dopo 2 ore e 58 minuti Isner è avanti 2 set a 1.

quarto set — Isner perde la battuta sul 2 pari, ma come era accaduto nel terzo set, il sudafricano non conferma il vantaggio. Serve un nuovo break, questa volta sul 4 pari, per mandare Anderson a servire per il quinto set. Il sudaafricano va 40-0, ma si fa raggiungere sul 40 pari. Al quarto set point va a segno con una prima vincente. Si va al quinto set dopo 3 ore e 41 minuti. 30 gli ace di Isner, 24 di Anderson che ha fatto 7 punti in più del rivale (156 a 149).

quinto set — Isner parte ancora a servire per primo e apre il quinto set con 3 ace e un servizio vincente. Altri 3 ace sull’1-1 portano il suo totale dall’inizio del torneo a quota 197 (212 il record di Ivanisevic nel 2001). E con l’ace che piazza per salire avanti 4-3 (all’inizio della quinta ora di gioco), Isner tocca quota 200. Come contro Roger Federer, Anderson si trova a servire per secondo e dopo 4 ore e 9 minuti va al servizio per rimanere nel match: due servizi vincenti, poi un dritto largo per il 30-15 e un contropiede per il 5 pari. Sul 5-6 Isner arriva per due volte a due punti dal match, ma Anderson è bravo a non farsi sorprendere. Sul 7 pari Isner trema, va 0-30, poi vola a rete per chiudere una volée a due mani di rovescio per il 15-30, ace per il 30 pari, risposta tra i piedi di Anderson che arriva alla prima palla break del quinto set, parente molto stretto del matchpoint. Ace di Isner per il 40 pari, prima al corpo per il vantaggio Isner e servizio vincente per l’8-7. Sull’8-9 Inser recupera da 40-15 a 40 pari arrivando ancora a 2 punti dal match. Ma Anderson piazza l’ace numero 32 prima dell’ennesimo servizio vincente al centro per il 9 pari. Ora è Isner a tremare, sembra più stanco, sbaglia con il dritto e va sotto 0-30; dimezza lo svantaggio con una non facile volée di rovescio e poi si supera con una difficilissima volée di dritto. Ace numero 44 per il 40-30 e ancora serve and volley per il 10-9 dopo 4 ore e 48 minuti, lo stesso tempo record impiegato da Nadal-Del Potro. Anche il ventesimo game del quinto set è fedele a chi batte e Anderson, dopo essere stato sotto 0-15, arpiona il rivale sul 10 pari. Qui Isner parte nuovamente male, i suoi colpi non hanno la stessa potenza dell’inizio e Anderson fa breccia sulla diagonale del dritto per lo 0-30. Ace di Isner e dritto vincente, ma sul 30 pari Isner sbaglia e concede la seconda palla break del set (dopo quella sul 7 pari). L’americano si aggrappa ancora al servzio e poi con un gran recupero di dritto sale 11-10 allo scadere della quinta ora di gioco. Ancora 8 game dominati dal servizio con Isner che piazza il 210° ace del torneo per salire 15-14. Sul 16 pari Isner piazza il 50° ace del match per poi andare ancora avanti 17-16. Quando Anderson va al servizio dopo 5 ore e 40 minuti, sul 16-17, le prime goccie di pioggia cadono sul Centre Court. Il sudaricano però non fa una piega per il 17 pari. Isner senza più prime va sotto 15-40 e concede ancora 2 palle break: ma Isner le cancella con 2 ace andando prima ad eguagliare il record di Goran Ivanisevic (212 ace nel 2001) e poi a superarlo definitivamente. E con un cross di dritto passa Anderson salendo 18-17. Sul 21 pari, un doppio fallo manda Isner 0-30: l’americano recupera con una prima di servizio, un ace e un errore di Anderson a campo aperto. Poi Isner sbaglia una comoda volée, ma tiene ancora una volta la battuta per il 22-21. Qui Isner sotto 0-30, dimezza lo svantaggio con una botta di servizio, poi Anderson manda in tribuna per il 30 pari e Isner, ancora a fatica, tiene e sale 23-22. Dopo aver servito con successo 19 volte per rimanere nel match, Anderson va ancora una volta 0-30 sul servizio di Isner che però tiene ancora. Sul 24 pari Isner è ancora una volta sull’orlo del baratro. Questa volta va 0-40: si butta a rete per cancellare la prima palla break, ma sulla seconda non riesce a parare l’attacco di Anderson e dopo 6 ore e 33 minuti Anderson per la prima volta va a servire per il match avanti 25-24. Volée in rete del sudafricano per lo 0-15, passante sbagliato di Isner e 15-15. Poi ace per il 30-15 e prima di servizio per il primo match point Anderson che trasforma quando l’ultimo colpo di Isner finisce in corridoio.


Fonte: http://www.gazzetta.it/

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