Nella “casa” di Marina Abramovic in contatto con sé stessi 

Tre stanze aperte comunicano tra di loro sospese a un metro e mezzo da terra. Tre scale inaccessibili, con lame di coltello come pioli, le collegano al pavimento. Gli arredi sono minimali. Un letto di legno senza materasso, una sedia con i cristalli, un tavolo, una doccia, un lavandino e un water. Per dodici giorni, una giovane performer di origini finlandesi, Tiina Pauliina Lehtimäki, ha vissuto nell’opera di Marina Abramovic, installata a Palazzo Strozzi a Firenze, nell’ambito della sua per… continua


Fonte: http://www.lastampa.it/cultura/arte

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