Nobel per la chimica 2018 a studiosi delle proteine

Il Nobel per la chimica 2018 è stato assegnato all’americana Frances H. Arnold, all’americano George P. Smith e al britannico Gregory P. Winter. Lo ha annunciato l’Accademia delle scienze svedese, nelle cui motivazioni si afferma che i tre premiati “hanno sfruttato il controllo dell’evoluzione e l’hanno usato per scopi che portano i massimi benefici al genere umano, sviluppando metodologie utili per promuovere un’industria chimica più verde, produrre nuovi materiali, produrre biocarburanti sostenibili, alleviare le malattie e salvare vite umane”.

Una metà del premio è assegnata a Frances H. Arnold per le sue ricerche, che hanno permesso di ottenere il controllo degli enzimi; l’altra metà è divisa fra George P. Smith e Sir Gregory P. Winter per le ricerche condotte sulla genetica dei batteriofagi e sugli anticorpi.

Frances H. Arnold, 62 anni, quinta donna a ricevere il premio in oltre un secolo (dal 1901, l’ultima è stata Ada Yonath nel 2009), ha condotto, in particolare, la prima evoluzione diretta degli enzimi, utilizzati per fabbricare dai biocarburanti ai prodotti farmaceutici. Ha sperimentato metodi di evoluzione diretta per creare sistemi biologici utili, percorsi

metabolici, circuiti di regolazione genetica e organismi. 

Arnold è professoressa di Ingegneria chimica, Bioingegneria e Biochimica al California Institute of Technology, dove studia l’evoluzione e le sue applicazioni in ambito scientifico, medico, chimico ed energetico. Si è laureata in Ingegneria meccanica e aerospaziale alla Princeton University nel 1979 e ha conseguito un dottorato di ricerca in Ingegneria chimica all’Università della California, Berkeley.

Le ricerche di Arnold sono cominciate alla fine degli anni ’70, quando era impegnata negli studi sulle allora nuove tecnologie per l’energia solare e, lungo questa strada, decise di concentrare l’attenzione sugli enzimi, ossia sugli strumenti che l’evoluzione utilizza naturalmente per guidare  e modificare la vita sulla Terra. Negli anni successivi le sue ricerche hanno dimostrato la possibilità di controllare e manipolare gli enzimi. Grazie a quelle tecniche oggi gli enzimi sono largamente utilizzati nella produzione di biocarburanti e farmaci, dagli anticorpi ad alcuni antitumorali.

George P. Smith, 71 anni, è professore emerito dell’università del Missouri. Nato nel 1941 a Norwalk,ha studiato nell’università di Harvard e poi in quella di americana di University, nel Massachusetts. Ha fatto ricerca sui batteriofagi, ossia sui virus che infettano i batteri, trasformandoli in fabbriche di proteine.

Il britannico Sir Gregory P. Winter, 67 anni, professore emerito del Laboratorio di Biologia Molecolare del Medical Research Council (Mrc) a Cambridge, ha utilizzato le ricerche di Smith per controllare l’evoluzione degli anticorpi, in modo da ritagliarli ‘su misura’ per svolgere determinate funzioni. Nel 2002 il primo anticorpo ottenuto con questa tecnica, chiamato adalimumab, è stato approvato per la terapia dell’artrite reumatoide.


Fonte: http://www.nationalgeographic.it/

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