Egitto, ad Abusir la tomba di un alto dignitario dell'Antico Regno

Gli archeologi dell’Università Carlo IV di Praga non avrebbero potuto scegliere giorno più adatto per annunciare una loro scoperta effettuata in Egitto. Proprio in occasione del 60° anniversario dalla fondazione dell’Istituto Ceco di Egittologia – nato il 1 ottobre 1958, ovviamente come Istituto Cecoslovacco – è stata infatti rilasciata la notizia del ritrovamento della tomba di un importante sacerdote e funzionario vissuto quasi 4500 anni fa.

Il complesso funerario in questione si trova ad Abusir, in una delle principali necropoli dell’Antico Regno, situata a circa 20 km a sud del Cairo. Più precisamente, la zona scelta per seppellire il defunto, destinata solo a membri della famiglia reale o ad alti funzionari perché delimitata dalle piramidi dei faraoni della V dinastia (2500-2350 a.C.), ne connota la sicura prominenza. Infatti, Kairis – questo è il nome del proprietario della tomba – poteva fregiarsi di una lista infinita di titoli quali: “Unico amico (del faraone)”, “Amato dal suo Signore”, “Sovrintendente di tutti i lavori del re”, “Maggiordomo del Palazzo reale”, “Primo della Casa della Vita (l’archivio dei papiri)”, “Ispettore dei sacerdoti nei complessi piramidali di Sahura e Neferirkara”, “Sacerdote di Hathor, Signore del Sicomoro, in Qis (città dell’Alto Egitto)”, “Custode dei Due Troni (dell’Alto e Basso Egitto)” e “Custode del segreto della Casa del Mattino”. In particolare, quest’ultima onorificenza durante la V dinastia era appannaggio solo di principi, visir o membri della corte molto vicini al re perché consisteva nella partecipazione ai riti mattutini, come abluzioni o vestizioni sacre, che il faraone officiava al risveglio in quanto figlio del Sole.

L’importanza di Kairis si vede anche nella grandezza e complessità della sua ultima dimora che copre un’area di 500 m² ancora non del tutto scavata. Tale struttura è stata realizzata con blocchi di calcare, mattoni crudi e perfino materiali più pregiati, normalmente esclusiva del re, come il basalto impiegato per la pavimentazione della cappella di culto, unicum per il III millennio a.C..

Oltre alla tomba vera e propria, sono state individuate diverse stanze accessorie che servivano al culto funerario e alle operazioni di purificazione rituale che i sacerdoti doveva compiere prima di entrare nel complesso. Anche la camera sepolcrale non ha paralleli perché composta da un pozzo aperto in cui è stato calato il sarcofago in calcare e che, dopo aver foderato le pareti interne con lastre dello stesso materiale, è stato chiuso con enormi blocchi di pietra pesanti almeno 8 o 9 tonnellate.

Seppur la tomba sia stata violata già in antichità, accanto al sarcofago è stata ritrovata una statua in granito rosa, spezzata in due, che raffigura Kairis seduto su uno scranno in cui sono incisi nome e titoli in geroglifico. L’importanza della scultura, oltre al valore intrinseco dell’oggetto che conserva ancora tracce di pittura, sta nel luogo stesso dove è stata scoperta perché permette di dire con certezza che simulacri del defunto erano posizionati anche nella camera funeraria. Tra il restante, scarno, materiale conservatosi finora, spiccano frammenti della falsa porta e di una stele. In ogni caso, in attesa della ripresa delle indagini archeologiche, i titoli del defunto e le caratteristiche strutturali della tomba inducono a ipotizzare che Kairis avesse un ruolo fondamentale nella corte, forse proprio quello di visir, il primo ministro dell’epoca.


Fonte: http://www.nationalgeographic.it/

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