Arezzo, uccide ladro in azienda: Fredy Pacini si avvale della facoltà di non rispondere

Monte San Savino (AREZZO) – Fredy Pacini, il gommista toscano che la notte del 28 novembre ha sparato contro un ladro che si era intrufolato nella sua officina, è comparso davanti al pm Andrea Claudiani, è scoppiato a piangere, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. I suoi legali hanno spiegato che attenderanno l’esito finale dell’autopsia. Intanto, però, c’è un colpo di scena nelle indagini. La vittima, il ventinovenne moldavo colpito a morte, non si chiamava Vitalie Tonjoc, ma il suo vero nome era Mircea Vitalie. L’uomo utilizzava sul passaporto il cognome della moglie e per questo risultava incensurato. In realtà, aveva numerosi precedenti penali per furti, tra cui figura anche un ordine di carcerazione da parte della procura di Milano.della vittimanon rispondereall’uscita dal Palazzo di giustizia di Arezzo, i quali hanno spiegato che aspetteranno la relazione sul’autopsia, attesa tra 60 giorni, e che hanno chiesto al pm di effettuare un sopralluogo alla ditta di Pacini, a Monte San Savino.da tempo dormiva in una stanza soppalcata ricavata in un angolo del suo capannone per difendersi dai continui furti. Nella notte del 28 novembre, svegliato dai rumori, ha sparato nel buio. Fino a oggi Pacini non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione e ha rifiutato anche di parlare con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che l’aveva chiamato per rappresentargli “la vicinanza delle istituzioni”. Pacini sarebbe ancora troppo scosso da quanto accaduto, dopo tutte quelle notti passate in officina, a causa di quei “38 furti e tentati furti” subiti di cui ha parlato il suo legale. Ai carabinieri, di denunce negli ultimi quattro anni ne sono però arrivate solo sei, di cui due per un furto consumato e le altre per tentato furto.

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