Tria chiude sulla manovra bis. “Il calo del debito non è in discussione”

MILANO – Il ministro del Tesoro, Giovanni Tria, dalle riunioni europee di queste ore esclude che in Italia sia necessaria una manovra-bis per centrare gli obiettivi del 2018 e ribadisce che non è in discussione la volontà di far calare il debito, lasciando però intendere che la richiesta a Bruxelles sia ancora una volta quella di allentare i tempi.

“Il profilo di discesa del debito non sarà in discussione, discuteremo dei tempi e del profilo dell’aggiustamento, ma il centro della manovra è ribaltare la tendenza fino ad oggi di aumentare sempre la quota di spesa corrente a scapito della spesa per investimenti”, ha detto Tria al termine dell’Ecofin. “In passato è stato concesso molto all’Italia per aumentare gli investimenti, ma poi si sono sempre ridotti nonostante la flessibilità ottenuta”, quindi “credo che il centro della questione sia quello, non tanto lo 0,1 o 0,2, questo sarebbe il vero aggiustamento del bilancio italiano”, ha specificato.

“E’ probabile che dovremo rivedere il timing aggiustamento in relazione anche al rallentamento dell’economia”, ma “per il 2018 non cambiamo gli obiettivi. Si vedrà a consuntivo se abbiamo rispettato o no gli impegni con l’Ue”, ha detto il ministro. “Riteniamo che non ci sarà nessun allargamento di bilancio e nessuna restrizione nel senso di manovra correttiva, l’abbiamo già detto. E’ probabile che il gap di 0,3 (punti di Pil di correzione richiesti per il 2018, ndr) si colmi, e se non si colma vedremo, discuteremo a consuntivo, a primavera”, ha spiegato Tria, assicurando che “non ci sarà nessun a inversione di tendenza per quanto riguarda l’aggiustamento strutturale. La misura e i tempi sono gli unici in discussione. Non è in discussione che si prosegua aggiustamento”. Per il prossimo anno, invece, la richiesta europea è di una correzione dello 0,6%.

A chi gli chiedeva un commento sull’uscita del ministro – che ha detto che bisogna tenersi pronti al Cigno nero, l’evento inatteso che potrebbe anche esser l’uscita dell’Italia dall’euro ma non per propria volontà – Tria ha risposto con una battuta: “Non considero cigni neri sennò non dovrei più uscire di casa, perché potrebbe cadermi una tegola in testa e morire, e quindi io sono così avventuroso che esco di casa”. Ha poi aggiunto: “Non mi pare che Savona abbia fatto dichiarazioni improprie sull’euro, ha sempre parlato solo di quale sarebbe la goverance ideale della zona euro”.


Fonte: http://www.repubblica.it/economia

Potrebbero interessarti

Lascia una risposta