Separazione, nasce iI decalogo dei diritti dei figli

L’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, dopo mesi di intenso lavoro svolto con l’ausilio di esperti del settore giuridico, psicologico e pedagogico, ha pubblicato la “Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori”.Partendo dalle Convenzioni internazionali e dalle norme costituzionali, la Carta si compone di 10 punti, che specificano che i figli, dopo la separazione dei genitori, hanno dunque il diritto di: continuare a essere amati e mantenere i loro affetti, ivi compresi quelli della rete amicale; continuare a essere figli, senza essere travolti dalla sofferenza degli adulti; essere informati e aiutati a comprendere la separazione dei genitori, senza  eccessivi coinvolgimenti e senza essere bombardati da informazioni che potrebbero influenzare negativamente il loro rapporto con uno dei genitori; essere ascoltati ed esprimere i loro sentimenti; non subire pressioni da parte di genitori e parenti; preservare la condivisione genitoriale; non essere coinvolti nel conflitto genitoriale; avere il tempo necessario per abituarsi ai cambiamenti connessi alla separazione, senza pericolose fughe in avanti, come sovente capita nel caso di imposizione delle nuove famiglie allargate; essere protetti dal disagio economico del nuovo equilibrio familiare e non subire ingiustificati cambiamenti del tenore e dello stile di vita familiare e  non vivere forme di violenza economica da parte di un genitore; ricevere spiegazioni sulle decisioni che li riguardano.La Carta poi precisa anche che “l’amore non si misura con il tempo ma con la cura e l’attenzione”, rispondendo così, anche se indirettamente, a chi assume che l’unica soluzione possibile, dopo la separazioni dei genitori, sia quella di dividere i figli a metà.La Carta dei diritti, anche se non è una legge, ha un valore straordinario: dal punto di vista simbolico, perché rimette al centro della questione i figli, i cui diritti devono prevalere su quelli dei genitori, respingendo pulsioni adultocentriche sempre più di moda; dal punto di vista pratico perché servirà a orientare in maniera saggia avvocati e giudizi non specializzati, evitando di continuare a emettere decisioni standard che, proprio perché tali, cozzerebbero con la Carta. Finalmente, un “pezzo di stato” si occupa dei bambini: possiamo solo sperare che sia l’inizio.

* Avvocato del Comitato Scientifico de portale interdisciplinare in materia di diritto di famiglia di 


Fonte: http://www.repubblica.it/economia

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