Nuovi rialzi di benzina e diesel, la Coldiretti: “Pesa sul costo del cibo”

MILANO – Continuano ad aumentare i prezzi consigliati dei carburanti alla pompa e la Coldiretti ne approfitta per ricordare quanto questo incida sul costo finale dei prodotti agricoli e alimentari in genere.

Sulla scia delle quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo si registrano tensioni alla pompa di benzina: stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, questa mattina Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio e di due centesimi quelli del Gpl.

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 14mila impianti: benzina self service a 1,652 euro/litro (+3 millesimi, pompe bianche 1,626), diesel a 1,531 euro/litro (+5, pompe bianche 1,510). Benzina servito a 1,767 euro/litro (+2, pompe bianche 1,668), diesel a 1,651 euro/litro (+3, pompe bianche 1,551). Gpl a 0,673 euro/litro (+2, pompe bianche 0,659), metano a 0,973 euro/kg (+5, pompe bianche 0,961).

Alla luce di questo trend di crescita, gli agricoltori fanno sentire la loro voce e mettono le mani avanti sui possibili rincari sugli scaffali dei supermercati. “In un paese come l’Italia dove l`88 per cento dei trasporti commerciali avviene su gomma l’aumento dei carburanti pesa notevolmente sui costi della logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti”, dice la Coldiretti nel commentare l’aumento dell’11,4% annuo del prezzo del gasolio che ha raggiunto 1,531 euro al litro dopo aver raggiunto a settembre la quotazione mensile massima dal 2015. Un andamento analogo – si denuncia – a quello della benzina che ha toccato in modalità self service i 1,652 euro al litro dopo aver raggiunto in media a settembre il record del quadriennio.

“A subire gli effetti del caro benzina sono gli alimentari con ogni pasto che – sottolinea la Coldiretti – percorre in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole. L’aumento medio dei prezzi alimentari – precisa in una nota l’associazione di rappresentanza degli agricoltori – è infatti è risultato superiore del 27% rispetto alla media dell’inflazione pari a 1,5% a settembre secondo l’Istat”.


Fonte: http://www.repubblica.it/economia

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