Manovra, nuova frenata sul deficit: 2,1 per cento nel 2020 e 1,8 nel 2021. Fornero da aprile

ROMA – Vertice a Palazzo Chigi per chiudere la nota di aggiornamento al Def. E nuovo segnale di cedimento dopo le critiche dell’Europa da parte del governo gialloverde, dopo l’ennesima giornata di pressione sui mercati e nel tentativo di tranquillizzare gli investitori e Bruxelles.

La stima del deficit per il 2019, a quanto trapela da fonti del Tesoro, resta invariata al 2,4 per cento, ma per il 2020 la previsione è del 2,1 per cento e per il 2021 dell’1,8 per cento. Si prevede che il debito scenda al 126,5% nel 2021.

A Palazzo Chigi sono presenti il premier Giuseppe Conte, i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro all’Economia Giovanni Tria, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e i sottosegretari Giancarlo Giorgetti, Laura Castelli e Massimo Garavaglia.

Il ministro della Salute Giulia Grillo annuncia intanto che “non ci saranno tagli alla sanità. Il fondo sanitario nazionale aumenterà di oltre un miliardo. Stiamo rimodulando la spesa pubblica per trovare nuove risorse per il settore”.

A vertice ancora in corso filtrano i primi contenuti del Def: confermati i 10 miliardi per il reddito di cittadinanza, il cavallo di battaglia del M5S, con un miliardo di euro destinato ai centri per l’impieg. Prevista anche una stretta sulle banche con il taglio delle detrazioni e la trasmissione telematica degli scontrini. Scendono a 6 miliardi le risorse per la riforma della legge Fornero sulle pensioni. Ma il via è previsto in aprile.


Fonte: http://www.repubblica.it/economia

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