Coop chiude un 2017 in crescita e apre a Di Maio sul lavoro festivo

MILANO – La Coop chiude il 2017 con risultati in miglioramento e tende un ramoscello d’ulivo al governo sul tema (caro al Movimento 5 stelle) delle aperture festive. “Ho scritto al ministero del lavoro una lettera questa mattina in cui comunico all’esecutivo che per quello che ci riguarda, noi siamo favorevoli a ridurre i giorni di apertura – ha detto Stefano Bassi, presidente della Associazione nazionale coopercative consumatori -. Serve un equilibrio tra l esigenze dei consumatori e quelle dei lavoratori”. Il “suggerimento” delle Coop a Luigi Di Maio è quella di approvare la norma che ha già ottenuto il via libera alla Camera nella scorsa legislatura (con l’ok di Fi, Pd e M5s) che prevede 12 giorni di chiusura con 6 di flessibilità per l’esercente. Una svolta grilina delle Coop? “Noi viriamo sempre verso l’interesse dei consumatori e dei lavoratori – ha detto Marco Pedroni, presidente di Coop Italia – Il movimento cooperativo ha una storia centenaria. Abbiamo passato anche momenti difficili, non abbiamo nulla da temere. Noi lavoriamo con tutte le istituzioni, abbiamo lavorato con il centro sinistra, lavoreremo anche con questo Governo”. E a sottolineare l’indipendenza di giudizio ha ribadito il no del sistema cooperativo alla flat tax “che è un errore perchè va a favore delle fasce più ricche” ribadendo invee l’attenzione a tutti i temi – da sempre cavallo di battaglia del mondo della cooperazione – che riguardano la salute e l’ambiente.

L’ultimo rendiconto economico e sociale di Coop si chiude invece con qualche nota positiva malgrado il momento non facilissmo epr la grande distribuzione (specie per gli ipermercati). Il giro d’affari è cresciuto del 2,5% a 14,8 miliardi comprese le diversificazioni nelle agenzie del viaggio, nel gas, nelle tlc e nlle librerie. Il conto economico è in sostanziale equilibrio – meglio del 2016 – malgrado uno stato di salute del sistema a macchia di leopardo, con alcune delle cooperative in ampio utile e altre ancora a metà del guado della ristrutturazione. 

I numeri che interessano di più al vertice sono quelli che provano come la galassia Coop sia un mondo che funziona con regole diverse rispetto a quelle del resto della grande distribuzione: ci sono 6,8 milioni di soci, 59mila dipendenti, 56,7 milioni destinati a iniziative sociali, 90mila persone che hanno partecipato alle assemblee delle singole realtà e il 94,2% degli assunti arruolati con un contratto a tempo indeterminato. Sul fronte dei consumatori, i prodotti a marchio hanno raggiunto ormai i 2,7 miliardi di fatturato, con la qualità garantita da 3 milioni di controllo su una filiera fatta di 4.500 prodotti di cui1.148 tracciati dal campo o dalla stalla agli scaffali.

 


Fonte: http://www.repubblica.it/economia

Potrebbero interessarti

Lascia una risposta