Borsalino vuole raddoppiare i ricavi e quotarsi in Borsa

MILANO – Raddoppiare i ricavi, spingere sul segmento donna, aprire nuovi negozi e sbarcare all’Aim di Piazza Affari – il segmento di Borsa dedicato alle piccole società – entro cinque anni. Questi i progetti della , che ha grandi ambizioni per lo storico marchio di cappelli di Alessandria.

“Sono stati tre anni complicati, ora guardiamo al futuro con un business plan molto forte – spiega l’imprenditore italo svizzero, che tra marchio (17,5 milioni) e attività (6,5 milioni) ha investito 24 milioni sul gruppo -. Borsalino oggi trae la maggior parte delle entrate qui in Italia, vogliamo sviluppare le vendite all’estero. Il focus sarà anche su Giappone e Usa. Il giro d’affari negli Stati Uniti, ad esempio, è di un milione di dollari l’anno, invece dovremmo realizzare un milione solo a New York”.

Per crescere Borsalino aprirà anche nuovi negozi a gestione diretta a cominciare proprio con quello nella grande Mela che sarà inaugurato il prossimo autunno. L’idea e di fare un flagship l’anno nei prossimi 5 anni, per raddoppiare i ricavi che a fini 2017 erano pari a 17,5 milioni, e già così raggiungevano il pareggio operativo. “Investiremo sul marchio, sulla creatività, sulla comunicazione, sull’online, sulle persone e sui negozi – precisa Camperio – ma al momento non abbiamo intenzione di diversificare la produzione: il focus sono e restano i cappelli. Potenzieremo le collezioni donna, che stanno crescendo bene e oggi rappresentano solo il 30% del fatturato: l’obiettivo è arrivare al 50%”.

Quanto alla produzione, tutta italiana, Camperio stima che il personale crescerà del 5-10% l’anno per stare dietro alla crescita dei volumi; stesso discorso per il canale online (dove oggi si realizza un ventesimo dei ricavi del gruppo), che a breve sarà gestito internamente dalla griffe.

In questo percorso di rilancio, l’imprenditore stima di portare Borsalino a quotarsi all’Aim di Borsa Italiana: “Perché essere quotati è il modo per accelerare e agevolare la crescita delle aziende”.


Fonte: http://www.repubblica.it/economia

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