Borsa giù, ma stavolta non è colpa delle banche 

Ricompare il segno meno davanti agli indici della Borsa di Milano (Ftse Mib -0,59% a 20.612 punti e All Share -0,58% a 22.784). Il paradosso di giornata è che la Borsa pagando ancora, in senso generale, l’incertezza sui dettagli del Def, eppure i titoli del comparto credito e finanza risultano fra i più brillanti: Intesa Sanpaolo +2,15%, Unipol +1,88%, Unipolsai +1,84%, Generali +0,82%, Unicredit +0,64% e Bper +0,62%. 

Bene anche Telecom Italia (+2,12%) mentre Mediaset perde l’1,20%. Nel comparto dell’industria concludono la giornata in rosso Brembo (-3,39%), Prysmian (-2,70%), Ferrari (-2,19%) e Fiat Chrysler (-0,82%). Un downgrade di Ubs penalizza Pirelli (-3,32%) nel giorno in cui è stata comunicata la scadenza del lock-up dei soci Camfin. Negativi anche i titoli dell’energia, con Enel -1,35%, Saipem -0,91% e Eni -0,60%. 

Nel comparto moda e lusso Moncler fa -5,61% e Luxottica -2,02%. 

Sul resto del listino, Salini Impregilo ha guadagnato lo 0,69% dopo aver comunicato che valuta il dossier il dossier Astaldi, quest’ultimo in crescita del 29,60% in una sessione in cui è finito più volte in asta di volatilità. 


Fonte: http://www.lastampa.it/economia

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