Aumenti bollette, il Parlamento convoca l'Autorità dell'energia

MILANO – Caro bollette, il Parlamento ha convocato il nuovo collegio dell’Autorità per l’Energia, per ascoltare dalle parole del nuovo presidente Stefano Besseghini i motivi E ricevere suggerimenti per poter intervenire in modo da limitare i contraccolpi nei bilanci di famiglie e imprese.

Una audizione del nuovo collegio ci sarebbe stata a breve comunque, visto che i vertici dell’Autorità per l’energia sono appena stati nominati da governo e parlamento (l’insediamento è avvenuto ai primi di agosto). Ma i rincari annunciati pochi giorni fa dalla stessa Auhority (responsabile per legge dell’adeguamento trimestrale) hanno reso ancora più urgente la convocazione da parte delle commissioni Attività produttive di Camera e Senato. La riunione è stata indetta per domani mattina, 4 ottobre. Besseghini sarà chiamato a ripercorre le scelte che hanno portato ad aumenti del 7,6 per cento per la bolletta dell’elettricità, mentre la spesa per il gas naturale è salita del 6,1 per cento: rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, significa un maggior esborso di circa 100 euro per una famiglia che consuma nella media.

Ad aumentare le preoccupazioni per i consumatori ci sono altri due fattori da tener presente. Il primo: si tratta del secondo aumento consecutivo di una certa consistenza: a fine giugno, l’Autorità per l’energia aveva annunciato rincari dell’8,2% della tariffa del gas rispetto al periodo marzo-aprile e del 6,5% per l’elettricità. Secondo fattore: gli aumenti sarebbero stati molto più consistenti, se la stessa Authority non fosse intervenuta per “congelare” una parte dei costi che pesano sulla bolletta. In particolare, così come era già avvenuto tre mesi da, ha rinviato il pagamento degli oneri di sistema, la voce sotto la quale si trovano incentivi alle rinnovabili e aiuti alle imprese. Una operazione che ha fatto slittare il pagamento di circa 2 miliardi ma che, con tutta probabilità si dovrà cominciare a restituire a partire dall’inizio del 2019, con la nuova revisione trimestrale. Questo significa che, in assenza di una inversione di tendenza dei fattori che stanno determinando l’aumento dei costi dell’energia, con l’anno nuovo ci potrebbero essere aumenti ancora più consistenti.

Come anticipa il senatore Gianni Girotto, tra i promotori dell’iniziativa e che da anni si occupa dei temi dell’energia per il Movimento Cinquestelle, il governo ha allo studio una serie di provvedimenti per la limitazione delle bollette, dall’ulteriore sviluppo delle rinnovabili alla revisione dei certificati bianchi. Per il fotovoltaico, in particolare, si cercherà di facilitare dal punto di vista burocratico gli allacci alla rete per favorire l’autoconsumo. Da un lato si vuole aumentare la quota di rinnovabili per abbassare i costi della materia prima (i rialzi di greggio e metano sono uno degli elementi che ha causato i rincari), dall’altro si vuole spingere sull’efficienza per abbassare i consumi: a questo proposito, nella manovra economica del Governo dovrebbe essere confermata la stabilizzazione di altri tre anni dell’ecobonus per chi ristruttura gli immobili di proprietà.  


Fonte: http://www.repubblica.it/economia

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