Apertura dello spread in calo, dopo la fiammata di ieri 

Si apre in netto calo per lo spread BTp/Bund la giornata di oggi, dopo il balzo di ieri, e la conferma che il governo vuole aumentare il deficit al 2,4%. Con un’apertura, però, dopo la notte di clausura per discutere del Def: lo spread beneficia delle indiscrezioni su una possibile apertura del governo, dopo i rilievi della Ue sulla manovra, che dovrebbe portare ad una riduzione progressiva del deficit/Pil dal 2,4% (confermato) nel 2019, al 2,2% nel 2020 e al 2% nel 2021 (contro il 2,4% in tutti e tre gli anni inizialmente previsto nella Nota di aggiornamento al Def).  

Dunque, 2,4% solo per il primo anno. Lo spread ha subito reagito. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005340929) e il Bund benchmark ha iniziato la giornata a 289 punti base, in restringimento dai 301 punti base segnati ieri in chiusura. In forte calo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta al 3,33%, in flessione di 11 punti base dal 3,44% della vigilia. 

«Abbiamo sempre detto che quest’anno avremmo fatto una manovra coraggiosa anche se in Europa ci avrebbero bacchettato» ma «è chiaro che noi puntiamo che negli anni futuri il debito e il deficit scenderanno». Lo ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, rispondendo a Mattino cinque sulla «retromarcia» sui dati della Nota di aggiornamento al Def. Ieri, Salvini si era rivolto a Junker dicendo: «Io parlo solo con i sobri». Oggi, gli risponde, non proprio direttamente, l’ex forzista Cicchitto: «Se Juncker non è adatto a svolgere il ruolo di presidente della Commissione Europea allora ancor più inadatto a svolgere il ruolo di vicepresidente del Consiglio è’ l’On. Di Maio la cui incontinenza verbale contribuisce ad allarmare i mercati e quindi a far aumentare lo spread», dice il presidente di Riformismo e Libertà, ex presidente della commissione affari esteri della Camera.  


Fonte: http://www.lastampa.it/economia

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