Daspo negli ospedali, il no dei medici

Allontanare con il Daspo chi intralcia il lavoro dei medici. Nel Dl Sicurezza entra anche una misura per la sanità, che alla sanità non sembra piacere. Nell’articolo 21 vengono inseriti i “presidi sanitari nell’elenco dei luoghi che possono essere individuati dai regolamenti di polizia urbana ai fini dell’applicazione delle misure a tutela del decoro di particolari aree urbane”, è scritto nella relazione illustrativa. “Ciò determina la possibilità di applicare tra l’altro la misura del provvedimento di allontanamento del questore, il Daspo urbano, nei confronti dei soggetti che pongono in essere condotte che impediscono l’accessibilità e la fruizione nei suddetti ambiti”.

Il mondo della sanità, a partire dalla Federazione degli Ordini dei medici fino ai sindacati, ormai da tempo denuncia un gran numero di aggressioni, in particolare ai medici che si occupano di emergenza e urgenza ma non solo. La ministra alla Salute Giulia Grillo ha anche annunciato un inasprimento delle pene per chi commette il reato di lesione ai danni dei medici. L’idea dell’allontanamento però ai camici bianchi non piace. Del resto spesso i pronto soccorso e le guardie mediche diventano un luogo di accoglienza per disperati che non hanno altri posti dove andare. Persone magari moleste ma non violente. “La salute è un diritto fondamentale e va rispettato. Chi va al pronto soccorso non può essere cacciato con un daspo”, dice Filippo Anelli, il presidente della Federazione nazionale degli Ordini. “Il Daspo non è la via giusta per affrontare le aggressioni. Il governo chiarisca e spieghi che cosa significa e che cosa vuole fare”.

Sulla novità introdotta nel Dl Sicurezza interviene anche l’Acoi, l’associazione dei chirurghi ospedalieri. “Il diritto alla salute è tutelato dall’articolo 32 della Costituzione ed è una garanzia intoccabile, guai a introiettare elementi discriminatori”. Come dire, va bene fermare i violenti ma non rischiamo di negare le cure alle persone, visto che queste vanno garantite a tutti. “Da anni sollecitiamo interventi per garantire la sicurezza nei presidi sanitari, ma allontanare le persone dagli ospedali non sembra la soluzione migliore: tutti hanno il diritto ad essere curati. Non si può scaricare sul personale sanitario, che peraltro rischierebbe di commettere omissione di soccorso, una problematica sociale. Invitiamo il governo a trovare una sintesi che tenga insieme la sicurezza con la tutela del diritto alla salute”, dice il presidente dell’associazione Pierluigi Marini.


Fonte: http://www.repubblica.it/cronaca

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