Chi era Diciotti, il comandante che ha dato il nome alla nave delle polemiche 

Due coincidenze legano la vita del maggior generale Ubaldo Diciotti – cui è dedicato l’omonimo pattugliatore della Guardia Costiera – alla Libia e alla storia dell’immigrazione. 

Lucchese, nato nel 1878, ebbe una carriera molto lunga dato che, per la sua competenza fu richiamato in servizio anche oltre i limiti d’età. Entrato come ufficiale nel Corpo delle Capitanerie di Porto nel 1901, comandò i porti di Barletta, Molfetta, Sebenico, Ancona, Livorno e Napoli. Negli anni ’30, fu mandato negli Stati Uniti per studiare il porto di New York, dove sorgeva il famoso punto di sbarco di Ellis Island presso il quale, nei primi del ‘900, approdarono quasi 12 milioni di aspiranti cittadini americani. Poco più di cento anni fa, il porto introdusse severe restrizioni che limitarono i flussi migratori in base all’alfabetizzazione, alla salute e, dal 1924, fissando quote d’ingresso differenziate per ogni Paese. 

Il viaggio per Diciotti, tuttavia, era essenzialmente finalizzato a trarre conoscenze utili per la costruzione del porto di Sampierdarena, a Genova. Due anni dopo, nel 1937, riceve i gradi da maggior generale e, a quasi sessant’anni, accetta il gravoso incarico di Comandante del Porto di Tripoli che, con lo scoppio della Seconda guerra mondiale diverrà bersaglio di martellanti bombardamenti alleati.  

In tale situazione, l‘anziano ufficiale si spenderà in prima persona tanto da guadagnarsi, nel ’41, la Medaglia d’Argento al Valor Militare, con la seguente motivazione: «In occasione di attacchi aerei nemici dirigeva con prontezza, con decisione e con competenza, durante le stesse azioni di bombardamento, le opere di soccorso ed in particolare a bordo lo spegnimento di una nave incendiata con carico di tritolo e munizioni, dimostrando alto spirito del dovere e sereno sprezzo del pericolo». 


Fonte: http://www.lastampa.it/italia/cronache

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